Storie della mia Chania

Chania, nota anche come La Canea, è la seconda città di Creta e una delle più belle città della Grecia (o almeno così dicono in molti). Oggi vi accompagno a fare un giro nelle strade della mia città per scoprire i suoi miti e le sue storie. Ma anche per meglio capire quali sono quelle cose da fare a Chania.

Cose da fare a Chania

Non c’è posto migliore che iniziare dal mercato comunale o Demotiki Agora. Punto di ritrovo di quasi tutti i tour cittadini, sono spesso testimone delle emozioni che la vista di questo monumento suscita nei turisti quando finalmente si trovano davanti ai cancelli. Questo grande edificio, cuore pulsante della città, è stato ufficialmente inaugurato solo tre giorni dopo l’unificazione di Creta con la Grecia (1913). Probabilmente sia uno dei mercati più impressionanti dei Balcani. Se vuoi sapere cosa comprare, e cosa assaggiare durante la tua visita al mercato, potrebbe interessarti quest’articolo in inglese.

What to do in Chania .Let's walk around the street stories of my Chania.

Dentro il Mercato Municipale di Chania.

Il quartiere musulmano

Uscendo dal mercato dalla porta sul retro, in realtà starai entrando nella città vecchia. Pochi passi più in là, sulla pedonale Chatzimichali Daliani, sorprende la vista del Minareto di Ahmet Aga. Questo è uno dei due minareti sopravvissuti in città, ricordo del passato ottomano.

La zona, conosciuta come Splantzia, fa parte dell’ex quartiere musulmano di Chania. Un distretto che conserva ancora quell’atmosfera misteriosa piena dei tratti delle varie civiltà che hanno vissuto sull’isola nel corso dei secoli. Un quartiere amato da greci e da stranieri, da viaggiatori e boemi. L’intera strada emana un’aria esotica ben lontana dai tipici standard greci della città.

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Viuzze della città.

Stivanadika

La strada Skridlof, o anche strada degli stivali, un tempo era il luogo delle botteghe artigianali di scarpe e stivali, tutte dedicate alla produzione, completamente a mano, di stivania, i tradizionali stivali cretesi. Anche se oggi sono veramente in pochi a continuare questa tradizione della lavorazione del cuoio, l’odore che si respira in questo quartiere è ancora pungente e attraente.

Negli ultimi vecchi laboratori è ancora possibile acquistare stivali fatti a mano e su misura. Questi stivali sono ancora oggi indossati a Creta, soprattutto nelle zone rurali, abbinati a pantaloni larghi conosciuti come vraka e il foulard nero con le frange che gli uomini portano sul capo.

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Stivania.

Plateia Mitropoleos

La piazza si trova di fronte alla Chiesa di Trimartyri ed è stata costruita negli anni ’50. Fiancheggiata da caffè e qualche palma, presenta diverse statue di personaggi di spicco della società. Questa chiesa, che risale al 1860, è anche la cattedrale greco-ortodossa di Chania, ma anche uno dei punti di riferimento della città. Fu costruita sulle fondamenta di una precedente chiesa veneziana che i turchi ottomani avevano trasformato in una fabbrica di sapone.

La leggenda sostiene che il figlio del proprietario della fabbrica, Mustapha Naili Pasha, cadde in un pozzo dietro la chiesa e che, preso dalla disperazione, suo padre pregò la Vergine di salvarlo. Dopo il miracolo, il Pasha donò i terreni della fabbrica di sapone ai cristiani e parte dei fondi per costruire una chiesa.

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Plateia Mitropoleos.

I vecchi bagni turchi

Sulla via Halidon, vicino alla Plateia Mitropoleos, diverse piccole cupole emisferiche e una cupola ancora più grande chiameranno la vostra attenzione. Si tratta del tetto di uno dei vari hamam, o bagni pubblici, costruiti dagli ottomani in città.  Nel luogo sorgeva anche un portico che circondava la struttura, putroppo raso al suolo durante i bombardamenti tedeschi del 1941.

Attraversando la strada ci sono anche il Museo d’Arte Popolare, il Museo Archeologico di Chania e la Chiesa Cattolica.

Piazza Sintrivani

Anche nota come la Piazza del Porto Veneziano, Plateia Sintrivani è circondata da caffetterie, ristoranti e negozi di souvenir, mentre il porto si dischiude verso nord. Nel centro della piazza c’è una piccola fontana di marmo, copia di quella originale distrutta durante l’occupazione tedesca.

Fino agli anni ’50, Piazza Sintrivani era al centro della vita di Chania. Vi si tenevano incontri pubblici ed era anche il luogo dove sostavano merci e passeggeri in attesa delle navi dirette a Chania. 

Il vecchio quartiere ebraico

Kondylaki è una strada che dal porto si estende verso il bastione di San Dimitri. Si tratta di una via alquanto larga per i canoni della cittadina vecchia. La comunità ebraica di Chania occupò durante secoli quest’area anche nota come Zudecca, il quartiere ebraico della città.

Oggi rimane solo una delle due sinagoghe una volta centro della comunità. Si tratta del piccolo tempio di Etz Hayyim. Un luogo che vale davvero la pena di visitare per ammirare i giardini e la mikvah, unica sull’isola. Il giardino a sud, anche chiamato Giarndino Lauder, ospita le tombe di quattro religiosi.

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Sinagoga Etz Hayyim.

La fortezza Firkas

La fortezza, ora sede del Museo Marittimo, risale al 1620. Ha la tipica pianta dei forti romani, incorporando due livelli di stanze e un cortile centrale. Nonostante il passo del tempo, sono ancora visibili i dettagli di una porta finemente scolpita che conduce alla residenza del Provveditore veneziano. In effetti, questa porta conserva ancora il leone veneziano di San Marco.

Durante l’occupazione ottomana di Creta, i turchi usarono l’edificio come caserma. La fortezza funzionò anche come prigione per i combattenti del movimento di liberazione cretese. La piccola torre di osservazione è probabilmente uno dei luoghi più significativi di Creta: fu qui che il primo ministro Venizelos alzò per la prima volta la bandiera greca sull’isola (1/12/1913). Una cerimonia storica che segnò la fine di successive occupazioni.

Il faro

Il faro della Chanea è il più vecchio faro di tutta la Grecia. La marina veneziana lo costruì, agli inizi del XVI secolo, per proteggere il porto di Chania.

Nonostante le sue origini veneziane, non è strano che il faro abbia le sembianze di un minareto. In realtà, il faro, trascurato per secoli dagli ottomani, crollò durante una tempesta agli inizi del diciannovesimo secolo. Tra gli anni 1824 e 1832, dei i soldati egiziani di stanza sull’isola ridisegnarono e ricostruirono la struttura.

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Tramonto sul mar di Creta.

Via Angelou e il quartiere veneziano

Via Angelou e le stradine circondanti ospitano degli esempi perfetti delle dimore veneziane caratteristiche dei secoli XVI e XVII. La maggior parte delle case della zona conserva uno stile architettonico veneziano, tuttavia, l’influenza turca ottomana è presente negli edifici con le tipiche facciate in legno del secondo piano (hai-arti).

Case con il retro verso la città e il fronte verso il mare, mansioni piene di storie e leggende. Un quartiere di stradine private dove gli stemmi delle famiglie veneziane sono ancora visibili nel quartiere.

Il porto veneziano

Il bacino orientale del porto è stato progettato per gli arsenali, luogo dedicato alla riparazione delle navi della flotta veneziana. Le merci importate venivano scaricate sul bacino occidentale e poi trasportate sulle scale per gli asini fino ai magazzini.

La marina veneziana costruì il porto di Chania tra il 1320 e il 1643. Nonostante la sua posizione non fosse particolarmente adatta a causa della sua esposizione ai forti venti del nord. Verso la fine del diciannovesimo, l’importanza del porto diminuì quando le grandi navi iniziarono a utilizzare il profondo porto naturale di Souda.

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Porto della Canea.

La moschea degli Giannizzeri

La moschea degli Giannizzeri(o anche Moschea Yali) è la struttura islamica più vecchia di Creta. I Giannizzeri erano i soldati turchi di stanza sull’isola il cui principale compito era quello di mantenere l’ordine e far rispettare la legge.

Ma non si trattava di semplici soldati, molti di loro erano figli di cristiani catturati nei paesi conquistati. La moschea (1645) sorge sulle fondamenta di una piccola chiesa veneziana, ed era il luogo di preghiera esclusivo dei Giannizzeri.

La cupola centrale e i portici, così come quattro delle cupole più piccole, hanno uno stile neoclassico. Per secoli un maestoso minareto trovò sede in uno degli angoli dell’edificio. Ma c’era anche un cortile chiuso pieno di palme. I bombardamenti tedeschi nel 1941 lasciarono ben poche tracce d’entrambi.

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Moschea degli Giannizzeri.

Gli arsenali veneziani

Sette bacini di carenaggio costruiti in stile veneziano fiancheggiano il principale bacino orientale del porto, in origine erano diciassette. Questi lunghi arsenali con il tetto a volta (1461-1599) ospitavano la flotta veneziana del Mediterraneo orientale ed erano sede per le riparazioni navali durante gli inverni.

Avevano un’estremità aperta in modo tale che il mare raggiungeva l’ingresso. In questo modo, la nave potrebbe essere tirata fuori dall’acqua verso l’interno dei capannoni.

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Arsenali veneziani.

Piazza Santa Katerina

La piazza è in via Kanevaro e ha segnato, per secoli, il sito della Chiesa cattolica di Santa Maria. Il bombardamento tedesco del ’41 spazzò via tutte le strutture ecclesiastiche dell’area.

Le macerie del attacco aereo tedesco non furono rimosse fino alla fine degli anni ’50. Durante le attività di pulizia, da queste macerie sorsero resti di ceramiche, monete e altri reperti minoici. Molti studiosi allora si convinsero che Chania era, in realtà, l’Antica Kydonia.

Oggi, le strutture esibiscono tecniche di progettazione e di costruzione abbastanza sofisticate. Le case si affacciano su stradine lastricate e tortuose, simili a quelle del centro storico.

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Resti archeologici nel centro della città.

Maxeiradika, i coltelli di Chania

Nota anche come la Via dei Coltelli, Maxeiradika è uno dei luoghi che preferisco in assoluto per le passeggiate in città, specie di sera. Maxeiradika ha un’atmosfera rilassata, ci sono piccoli caffè coloratissimi che servono deliziosi piatti locali. Rimangono, inoltre, poche botteghe dove ancora producono, riparano e vendono i tradizionali coltelli cretesi. Le bouganvillee fiorite danno alle stradine un carattere magnifico, impossibile da trovare in altre parti della città.

Da sempre, i coltelli sono oggetti importanti per l’uomo cretese, e non solo per l’uso. Il coltello rappresenta la propria capacità di difendersi ma anche l’orgoglio di lottare per la propria terra.

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La via dei coltelli, bellissima di notte.

Piazza Splantzia

La piazza di Splantzia, anche conosciuta come Plateia 1821, è i cuore del vecchio quartiere di Splantzia. Il nome attuale ricorda l’anno della più grande ribellione locale contro l’autorità turca. Ho da poco pubblicato un articolo su questo quartiere fantastico, potete leggerlo qui (in inglese) ma presto potrete leggerlo anche in italiano!

Nei pressi della piazza c’è anche una grande fontana sotterranea per il lavaggio cerimoniale. La fontana era utilizzata durante il periodo in cui la chiesa divenne una moschea. Questa camera sotterranea funzionò anche come un rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale.

In una delle estremità della piazza sorge la bellissima chiesa di San Nicola, una volta moschea principale della città. In effetti, questa chiesta ha ancora, nel suo cortile, il minareto più alto di tutta Chania. Il minareto condivide l’edificio con il campanile!

Le diverse taverne e kafenia (café tradizionali) che circondano la piazza ne fanno un luogo vivace durante tutto l’anno. Questo è il posto dove i locali scelgono di incontrarsi, godere dei bicchierini di raki e dei semplici aperitivi, trascorrendo lunghe serate di animatissime chiacchiere e divertimento. Una serata a Splantzia è – forse – una delle migliori cose da fare a Chania.

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Le notti a Splantzia.

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Potete leggere quest’articolo anche in IngleseCose da fare a Chania (Vivi Creta)!

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